Sentiero de La Nuova Scuola Laudato si', mi' Signore

Il sentiero “Laudato si’, mi’ Signore” è stato adottato da La Nuova Scuola. Il titolo vuole ricordare l’Enciclica di Papa Francesco e il Cantico delle Creature del Santo d’Assisi. Lo sguardo di questi due uomini sulla natura è invidiabile e affascinante, per loro è infatti evidente che la creazione è un dono di Dio e come tale va guardata e trattata. Al centro del percorso, suddiviso in sei tappe, è situato il Santuario di Casteldimezzo, che ospita uno splendido Crocifisso.
Nell’Enciclica Laudato Si’ il Papa ha coscienza che: inquinamento, cultura dello scarto, deterioramento della qualità della vita, degrado sociale, guerre, hanno tutti una stessa origine, il cuore della persona vuoto. “EPPURE, NON TUTTO È PERDUTO”. Nel cuore dell’uomo permane una tensione insopprimibile al vero, al bello, al buono e al giusto. È QUESTO IL PUNTO DA CUI RIPARTIRE. È UNA QUESTIONE EDUCATIVA. Si deve arrivare alla conoscenza, a cogliere che cosa c’entri la natura, la sua bellezza e la sua ricchezza, la sua complessità con il destino dell’uomo. L’educazione ambientale dovrebbe disporci a fare il salto verso il Mistero.

Parco Naturale del Monte San Bartolo - La Nuova Scuola

Le 6 Tappe del Sentiero Laudato si', mi' Signore

TAPPA 1

Altissimu, onnipotente, bon Signore,
tue so’ le laude, la gloria e l’honore
et onne benedictione.
Ad te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato si’, mi’ Signore, cum tucte le tue creature,
spetialmente messor lo frate sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

dal “Cantico delle Creature” di San Francesco d’Assisi (1226)

Francesco predica agli uccelli
Giotto “Le storie di San Francesco”
Basilica Superiore di Assisi

TAPPA 2

«Prestare attenzione alla bellezza e amarla ci aiuta ad uscire dal pragmatismo utilitaristico. Quando non si impara a fermarsi ad ammirare ed apprezzare il bello, non è strano che ogni cosa si trasformi in oggetto di uso e abuso senza scrupoli.»
«L’intervento umano che favorisce il prudente sviluppo del creato è il modo più adeguato di prendersene cura, perché implica il porsi come strumento di Dio per aiutare a far emergere le potenzialità che Egli stesso ha inscritto nelle cose.»

dall’Enciclica “Laudato Si” di Papa Francesco

TAPPA 3

La fede e la spiritualità cristiane offrono profonde motivazioni per «alimentare una passione per la cura del mondo», seguendo il modello di San Francesco d’Assisi e sapendo che il cambiamento individuale non è sufficiente: «Ai problemi sociali si risponde con reti comunitarie». La conversione ecologica implica gratitudine e gratuità e sviluppa la creatività e l’entusiasmo.

dall’Enciclica “Laudato Si” di Papa Francesco

TAPPA 4

Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle:
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si’, mi Signore, per frate vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale a le tue creature dài sustentamento.
Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore
et sostengo infirmitate et tribulatione.
Beati quelli ke ‘l sosterrano in pace,
ka da te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra morte corporale,
da la quale nullu homo vivente po’ skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no ‘l farrà male.
Laudate e benedicete mi’ Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.

dal “Cantico delle Creature” di San Francesco d’Assisi (1226)

Francesco predica agli uccelli
Giotto “Le storie di San Francesco”
Basilica Superiore di Assisi

TAPPA 5

IL CROCIFISSO DI CASTELDIMEZZO

Secondo la tradizione, il 14 settembre 1500, al termine di una grande burrasca, venne rinvenuta sulla spiaggia dell’allora porto naturale di Vallugola una grande cassa di legno.

Apertala, gli abitanti del luogo vi trovarono un crocifisso ligneo di splendida fattura.
L’eccezionale ritrovamento fu subito conteso dai signori dei castelli di Gabicce Monte e di Casteldimezzo; già gli animi si stavano scaldando e si era ormai giunti alle vie di fatto, quando da parte di un ignoto spettatore venne dato un consiglio: fosse il Crocifisso stesso a scegliere in quale luogo essere posto. Venne caricato sopra un carro agricolo e ad esso vennero aggiogati due buoi: dove fossero andati, là il Crocifisso sarebbe rimasto. I buoi, però, nonostante fossero ripetutamente stimolati, non vollero muoversi dalla spiaggia. Al loro posto vennero quindi aggiogati due vitelli non domi, cioè mai legati prima ad un carro o altro attrezzo; questi, senza stimolo alcuno, si avviarono verso il paese di Casteldimezzo, e giunti nella piazza antistante la chiesa dei SS. Apollinare e Cristoforo si fermarono e non vollero più muoversi. Da allora il SS. Crocifisso ha donato molti miracoli e molte grazie a coloro che sono ricorsi al suo aiuto.

Opera veneziana dell’inizio del ‘400 probabilmente scolpito da Antonio de Bonvesin e dipinto da Jacobello Fiore

Bel tempo si spera – Santuario SS. Crocefisso a Casteldimezzo (PU)
Visitiamo il Santuario SS. Crocefisso a Casteldimezzo (PU)
in compagnia di don Daniele Federici
(Servizio andato in onda su TV2000)

TAPPA 6

«”Creazione” è più che dire natura, perché ha a che vedere con un progetto dell’amore di Dio, dove ogni creatura ha un valore e un significato. La natura viene spesso intesa come un sistema che si analizza, si comprende e si gestisce, ma la creazione può essere compresa solo come un dono».
«E’ molto nobile assumere il compito di avere cura del creato con piccole azioni quotidiane, ed è meraviglioso che l’educazione sia capace di motivarle fino a dare forma ad uno stile di vita. L’educazione alla responsabilità ambientale può incoraggiare vari comportamenti che hanno un’incidenza diretta e importante nella cura per l’ambiente, come evitare l’uso di materiale plastico o di carta, ridurre il consumo di acqua, differenziare i rifiuti, cucinare solo quanto ragionevolmente si potrà mangiare, trattare con cura gli altri esseri viventi, utilizzare il trasporto pubblico o condividere un medesimo veicolo tra varie persone, piantare alberi, spegnere le luci inutili, e così via».

dall’Enciclica “Laudato Si” di Papa Francesco

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NEWS E AGGIORNAMENTI DAL SENTIERO

News dal Sentiero Laudato si', mi' Signore del Parco Naturale del Monte San Bartolo