Liceo Scientifico

Liceo Scientifico “E. Piccinini – La Nuova Scuola”
EDUSCOPIO_LS

I PASSI DI UNA STORIA

Il Liceo Classico “Gian Luigi Storoni” è nato nell’a. s. 1987 – 1988, perché dall’esperienza era emersa un’evidenza che non si poteva più disattendere: il ciclo educativo non si può interrompere in III Media. Tale ciclo infatti trova il suo compimento e conclusione naturale al termine del quinquennio superiore, dove spesso si constata che anche le eccellenze troppo spesso e in modo troppo diffuso si perdono.

La ragione infatti si struttura, alla condizione che si eserciti in un paragone critico con la realtà, nella sua totalità, e con la tradizione: tale lavoro di confronto e verifica personale può e deve avvenire nelle Superiori.

Il Liceo Scientifico “Enzo Piccinini” è nato invece nell’a. s. 2004-2005, su pressante richiesta delle famiglie. Da parte della Nuova Scuola si è inteso approfondire, con questa seconda articolazione liceale, il metodo scientifico.

Le classi dei due Licei hanno funzionato come “classe articolata”.

Tale forma è stata scelta per due motivi:

  1. Il numero contenuto degli allievi;
  2. La necessità economica di ottimizzare l’organico, in mancanza della promessa Parità;
  3. La sovrapponibilità dei due piani di studio (per circa il 49% delle ore);
  4. Infine, dal momento che La Nuova Scuola vuole lavorare per la qualità e l’eccellenza, il vantaggio reale che i due gruppi di studenti possono ricevere dalla compresenza.

L’Ispettore Gatta che ha verificato la condizione per la Parità nell’a.s. 2004 – 2005, ha ufficialmente elogiato tale formula, così come aveva fatto il Preside Ferretti, lanciando il Liceo Scientifico “Enzo Piccinini” durante un’assemblea con i Genitori.

Gli Esami di Stato conclusivi per i Licei, si svolgono presso la sede della scuola e viene rilasciato un titolo di studio valido a tutti gli effetti.

UNA IPOTESI EDUCATIVA CHIARA

Solidità delle basi culturali. Per giudicare il presente e guardare il futuro occorre partire dalla ricchezza di esperienza che ci ha preceduto. Se la tradizione culturale è posseduta criticamente i ragazzi possono sviluppare in modo creativo la propria personalità. Perché questo accada occorrono figure di maestri attenti e appassionati che li accompagnino in questo cammino.

Lo studio come scoperta. Lo scopo che ci proponiamo è quello di educare i ragazzi ad usare adeguatamente la ragione, provocandoli a chiedersi il perché di tutte le cose. La realtà, infatti, é dunque anche la poesia, un teorema, un fenomeno chimico o fisico, un brano musicale, un quadro, ha un significato che vale la pena scoprire. È questa l’ipotesi da cui partiamo. Per questo desideriamo educare gli allievi ad un atteggiamento di apertura, disponibilità ed attenzione nei confronti di tutto ciò che incontrano, a partire dall’ora di lezione. Introduciamo così i ragazzi all’appassionante avventura dei vari linguaggi, ma sollecitandoli, sin dai primi anni, ad una capacità di giudizio personale.

La verifica personale. Offrire un’ipotesi educativa chiara non significa condizionare la libertà dell’allievo, depotenziare la creatività e l’originalità, per il fatto che l’ipotesi è offerta alla personale verifica del ragazzo, del quale si sollecita l’impegno e l’iniziativa, e il costante paragone con le proprie evidenze ed esigenze originali. L’esperienza perciò deve essere fatta dal ragazzo, che in questo modo realizza la sua libertà.